{"id":266,"date":"2016-12-30T16:53:24","date_gmt":"2016-12-30T15:53:24","guid":{"rendered":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/?p=266"},"modified":"2017-03-04T20:42:00","modified_gmt":"2017-03-04T19:42:00","slug":"varroa-e-mortalita-delle-api-invernali","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/2016\/12\/30\/varroa-e-mortalita-delle-api-invernali\/","title":{"rendered":"Varroa e mortalit\u00e0 delle api invernali"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che la presenza dell&#8217;acaro parassita Varroa destructor esercita una forte pressione sulla salute delle colonie di api, in particolare in quanto accorcia la vita delle api individualmente colpite riducendone il peso e il contenuto di proteine. Per la sopravvivenza della colonia \u00e8 cruciale che le api invernali, che nascono a partire da settembre, riescano a sopravvivere fino all&#8217;inizio della primavera.<\/p>\n<p>Un gruppo di ricercatori\u00a0ha indagato il nesso tra il grado di infestazione di varroa al momento della nascita delle api invernali e la durata di vita delle api invernali\u00a0stesse\u00a0\u00a0(C. van Dooremalen, L. Gerritsen, B. Cornelissen\u00a0e altri,\u00a0<a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0036285\">Winter Survival of Individual Honey Bees and Honey\u00a0Bee Colonies Depends on Level of Varroa destructor Infestation<\/a>. PLoS ONE 7(4), 2012).<\/p>\n<p>Ogni apicoltore sa, o dovrebbe sapere, che mentre le api raggiungono il loro picco di popolazione in luglio e iniziano a diminuire di numero in agosto per continuare a decrescere fino a ottobre, le varroe raggiungono il loro picco a settembre. Le api nate da fine agosto in poi (da uova deposte nella prima decade del mese) sono dunque molto pesantemente parassitate dalle varroe. E sono proprio queste le api destinate a diventare api invernali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_273\" aria-describedby=\"caption-attachment-273\" style=\"width: 1306px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-273 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/AcrobatScreenSnapz005.png\" alt=\"acrobatscreensnapz005\" width=\"1306\" height=\"858\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/AcrobatScreenSnapz005.png 1306w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/AcrobatScreenSnapz005-300x197.png 300w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/AcrobatScreenSnapz005-768x505.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/AcrobatScreenSnapz005-1024x673.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1306px) 100vw, 1306px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-273\" class=\"wp-caption-text\">Sull&#8217;asse veticale \u00e8 rappresentato il numero di api di una colonia, in quello orizzontale i mesi dell&#8217;anno. La linea punteggiata rappresenta il numero di api adulte, quella tratteggiata rappresenta la covata, mentre quella continua rappresenta la popolazione di varroa.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quindi non solo l&#8217;applicazione di trattamenti \u00e8 cruciale, ma anche il tempismo degli interventi. I ricercatori hanno dunque sperimentato diverse tempistiche di intervento su 24 arnie per due anni, 2005\/06 e\u00a02006\/07, in Olanda: un gruppo \u00e8 stato lasciato senza trattamento, uno \u00e8 stato trattato in luglio, un altro in agosto e l&#8217;ultimo\u00a0in settembre, usando Thymovar (e verificando l&#8217;efficiacia controllando regolarmente le cadute); in autunno, senza covata, \u00e8 poi stato applicato acido ossalico. Intanto a partire da agosto ogni 2 settimane\u00a0venivano marcate 100 api neonate da ogni colonia per seguirne lo sviluppo.<\/p>\n<p>I risultati sono i seguenti:<\/p>\n<p>Il grafico mostra la sopravvivenza delle api invernali, indicata come percentuale delle api marcate in ciascuna operazione di marcatura (la data della marcatura \u00e8 indicata sull&#8217;asse orizzontale); i due grafici si riferiscono ai due anni della ricerca. I diversi simboli si riferiscono al trattamento, a seconda che sia stato effettuato in luglio, agosto o settembre o non sia stato effettuato. Come si vede, in entrambi gli anni il tasso di sopravvivenza \u00e8 nettamente pi\u00f9 altro per le api trattate che in quelle non trattate. Nel grafico del primo anno si vede distintamente che le api trattate in luglio sopravvivono meglio di quelle trattate in agosto, che a loro volta hanno pi\u00f9 possibilit\u00e0 di quelle trattate in settembre. Il secondo anno la differenza \u00e8 molto meno marcata (dalla scala sull&#8217;asse verticale si vede che in generale nel secondo anno la sopravvivenza \u00e8 stata\u00a0molto minore del primo anno: questo riflette le condizioni ambientali).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-279 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g004.png\" alt=\"journal-pone-0036285-g004\" width=\"996\" height=\"1178\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g004.png 996w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g004-254x300.png 254w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g004-768x908.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g004-866x1024.png 866w\" sizes=\"auto, (max-width: 996px) 100vw, 996px\" \/><\/p>\n<p>Per quanto riguarda lo sviluppo della colonia, il grafico seguente rappresenta il numero di celle di covata misurato in ciascun mese (i dati invernali nel primo anno non hanno potuto essere rilevati a causa del freddo intenso), sempre divisi per data di trattamento:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-280 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g005.png\" alt=\"journal-pone-0036285-g005\" width=\"1345\" height=\"1393\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g005.png 1345w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g005-290x300.png 290w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g005-768x795.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g005-989x1024.png 989w\" sizes=\"auto, (max-width: 1345px) 100vw, 1345px\" \/><\/p>\n<p>La migliore sopravvivenza delle api invernali nelle colonie trattate precocemente si traduce in una migliore sopravvivenza invernale, misurata in n\u00b0 di telaini occupati in aprile, come mostra il seguente grafico:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-284 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g007.png\" alt=\"journal-pone-0036285-g007\" width=\"1345\" height=\"1441\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g007.png 1345w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g007-280x300.png 280w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g007-768x823.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/journal.pone_.0036285.g007-956x1024.png 956w\" sizes=\"auto, (max-width: 1345px) 100vw, 1345px\" \/><\/p>\n<p>Questo corrisponde con un risultato precedente di Delaplane e Hood (<a href=\"http:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/00218839.1997.11100938\" target=\"_blank\">Effects of delayed acaricide treatment in honey\u00a0bee colonies parasitized by Varroa jacobsoni and a late-season treatment threshold\u00a0for the southeastern USA<\/a>. <em>Journal of Apicultural Research<\/em>\u00a036: 3-4, pp. 125-132), che hanno trovato che l&#8217;applicazione di acaricida in agosto, piuttosto che a giugno o a ottobre, si traduce in tassi di sopravvivenza migliori in dicembre.<\/p>\n<p>La relazione tra varroa e durata di vita delle api invernali pu\u00f2 contribuire a spiegare le perdite invernali di colonie. Se gli acari non sono tenuti sotto controllo\u00a0con trattamenti effettuati prima dello sviluppo della colonia invernale, l&#8217;accorciamento della durata di vita delle api invernali potrebbe minare le probabilit\u00e0 di sopravvivenza della colonia, e comunque ne rallenter\u00e0 lo sviluppo primaverile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le immagini sono tratte dal\u00a0citato\u00a0articolo\u00a0C. van Dooremalen, L. Gerritsen, B. Cornelissen\u00a0e altri,\u00a0<a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0036285\">Winter Survival of Individual Honey Bees and Honey\u00a0Bee Colonies Depends on Level of Varroa destructor Infestation<\/a>. PLoS ONE 7(4), 2012, e sono riprodotte con licenza <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/4.0\/\" target=\"_blank\">CreativeCommons 4.0<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che la presenza dell&#8217;acaro parassita Varroa destructor esercita una forte pressione sulla salute delle colonie di api, in particolare in quanto accorcia la vita delle api individualmente colpite riducendone il peso e il contenuto di proteine. 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