{"id":360,"date":"2017-01-09T12:23:12","date_gmt":"2017-01-09T11:23:12","guid":{"rendered":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/?p=360"},"modified":"2017-03-04T20:44:54","modified_gmt":"2017-03-04T19:44:54","slug":"limmagazzinamento-delle-proteine-da-parte-delle-api-invernali","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/2017\/01\/09\/limmagazzinamento-delle-proteine-da-parte-delle-api-invernali\/","title":{"rendered":"L&#8217;immagazzinamento delle proteine da parte delle api invernali"},"content":{"rendered":"<p>Le api ricavano le proprie proteine dal polline. Ne hanno bisogno loro stesse per produrre la pappa reale per le larve e per la regina e per lo sviluppo delle ghiandole ipofaringee e per la cera; parte del polline viene dato direttamente come cibo alle larve pi\u00f9 vecchie; e per finire, le api invernali accumulano proteine nel loro corpo, principalmente nelle parti grasse, nell&#8217;emolinfa e nelle ghiandole ipofaringee dove si producono la pappa reale e gli enzimi per la trasformazione del nettare in miele.<\/p>\n<p>In uno studio intitolato\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.apimondia.com\/apiacta\/articles\/2003\/otis_1.pdf\" target=\"_blank\">Storage of proteins in winter honey bees<\/a>\u00a0(<em>Apiacta<\/em> 38, 2004, pp. 352-357),\u00a0G. W. Otis et al. esaminano in che modo le api invernali accummulino le proteine che contribuiranno, congiuntamente alle riserve di polline immagazzinate nel nido, all&#8217;allevamento della covata invernale. Lo studio \u00e8 stato condotto individuando e marcando un gran numero di api nate a principio e a fine settembre, le prime destinate ad essere le ultime api estive e le seconde ad essere api invernali; l&#8217;operazione viene eserguita prelevando dei telaini di covata nascente, lasciandoli sviluppare in incubatrice, prelevando le api appena emerse, marcandole e rimettendole nella loro famiglia di partenza. Campioni da questi due gruppi sono stati prelevati a diverse et\u00e0 (0, 2, 5, 7, 11, 16 e 60 giorni) e analizzate per individuare e specificare i contenuti di proteine. Oltre alle proteine gi\u00e0 precedentemente conosciute, in particolare la vitellogenina e la lipoforina, i ricercatori hanno identificato una proteina che si trova solo nell&#8217;addome delle api, probabilmente una arilforina. Sia quest&#8217;ultima che la vitellogenina sono cresciute da un livello zero alla nascita dell&#8217;ape a livelli elevati al sessantesimo giorno di et\u00e0, per raggiungere i 10-200 microgrammi\u00a0per ape e 75 microgrammi\u00a0per ape rispettivamente; mediamente, la nuova proteina supera la vitogellina del 25%. Le altre proteine trovare diminuiscono dopo i 30 giorni di et\u00e0 delle api, e non possono quindi essere quelle che costituiscono le riserve, o quantomeno non possono costituirne la parte principale.<\/p>\n<p>I contenuti proteici delle api erano molto diversi da una colonia all&#8217;altra, anche se non vi erano segni visibili di differenze nutrizionali tra le due famiglie esaminate. Il che solleva un problema di diagnosi di carenze proteiche nelle colonie, un problema sottovalutato sia da apicoltori che dagli scienziati.<\/p>\n<p>Sommando le quantit\u00e0 totali di proteine trovare nelle api meglio nutrite, i quantitativi sono relativamente bassi, attorno ai 400 microgrammi. Questo sembra essere insufficiente per mantenere la covata \u00a0abbastanza a lungo: \u00e8 stato calcolato, infatti, che l&#8217;allevamento di una singola larva richiede 29 milligrammi: con le le quantit\u00e0\u00a0misurate, sarebbe necessario l&#8217;intero contenuto proteico di 72 api per allevare una sola larva. \u00c8 dunque evidente che l&#8217;accumulazione di proteine da parte delle api invernali non pu\u00f2 essere\u00a0sufficiente a continuare la covata quando sono esaurite le scorte interne e non si pu\u00f2 portare polline dall&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora le api accumulano cos\u00ec tante proteine? Gli autori richiamano alcune possibilit\u00e0. La prima \u00e8 che l&#8217;accumulazione di proteine \u00e8 una caratteristica della biologia di molti insetti, e pu\u00f2 dunque riflettere l&#8217;evoluzione della api sociali dai loro antenati solitari, per i quali l&#8217;accumulazione di scorte proteiche \u00e8 ben pi\u00f9 importante. Una seconda possibilit\u00e0 risiede nel fatto che la qualit\u00e0 delle scorte di polline nel nido si deteriora, e la capacit\u00e0 delle api di immagazzinarle nel preserva la qualit\u00e0. Una terza possibilit\u00e0 riflette il fatto che quando fa molto freddo e il glomere \u00e8 molto compatto, molte api non hanno accesso a scorte di polline in parti remote del nido; le scorte interne di proteine permetterebbero in tal caso di continuare ad allevare un po&#8217; di covata anche in caso di freddo intenso, almeno per qualche tempo. Inoltre scorte interne di proteine possono aiutare le api parassitate dalla varroa a tollerare\u00a0cali di emolinfa. Infine, un elevato contenuto di proteine pu\u00f2 portare a un miglior funzionamento del sistema immunitario della api.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le api ricavano le proprie proteine dal polline. 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