{"id":502,"date":"2017-03-03T12:08:54","date_gmt":"2017-03-03T11:08:54","guid":{"rendered":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/?p=502"},"modified":"2017-03-04T20:45:35","modified_gmt":"2017-03-04T19:45:35","slug":"il-disturbo-causato-dallacido-ossalico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/2017\/03\/03\/il-disturbo-causato-dallacido-ossalico\/","title":{"rendered":"Il disturbo causato dall&#8217;acido ossalico"},"content":{"rendered":"<p>La disinfestazione degli acari parassiti usando l&#8217;acido ossalico non \u00e8 privo di conseguenze per le api. \u00a0A differenza dell&#8217;acido formico, che lascia visibilmente intontite le api nel periodo del trattamento, l&#8217;acido ossalico sembra essere tollerato piuttosto bene dalle api (almeno nel breve periodo e se i trattamenti non sono ripetuti).<\/p>\n<p>Tuttavia, i grafici seguenti mostano una reazione delle api\u00a0non visibile a occhio nudo\u00a0ma che sembra rivelare un certo fastidio. Il primo grafico mostra\u00a0le registrazioni della temperatura dell&#8217;arnia in cui \u00e8 installato il sistema di monitoraggio\u00a0<a href=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/monitoraggio-della-colonia\/il-sistema-beepro\/\">beepro<\/a>\u00a0in seguito all&#8217;applicazione di acido ossalico\u00a0spruzzato il 4 ottobre, dopo lo sfarfallamento di tutta la covata. Mentre prima del trattamento la temperatura rilevata dai sensori oscillava seguendo la temperatura esterna tra una minima notturna di 19.8\u00b0 e una massima pomeridiana di 25\u00b0 (sensore T2, che risultava essere quello centrale), nei due giorni successivi al trattamento la temperatura ha oscillato tra i 25\u00b0 e i 29\u00b0 (medesimo sensore).\u00a0Divari simili si sono registrati sugli altri due sensori della parte occupata dell&#8217;arnia (T1 e T3).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-503 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz018.png\" alt=\"SafariScreenSnapz018\" width=\"2396\" height=\"1064\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz018.png 2396w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz018-300x133.png 300w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz018-768x341.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz018-1024x455.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2396px) 100vw, 2396px\" \/><\/p>\n<p>Il grafico successivo, relativo alla medesima arnia, mostra il risultato del trattamento estivo, effettuato con acido ossalico in forma sublimata dopo il blocco di covata (<a href=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/2017\/03\/04\/il-blocco-di-covata-estivo\/\">v. qui per le registrazioni della temperatura nel corso del blocco di covata<\/a>). Nonostante le temperature fossero alte gi\u00e0 al momento della liberazione della regina, il 17 agosto alle 09:43 (31.2\u00b0 sul sensore T2), i sensori rilevano un aumento improvviso poco\u00a0dopo il trattamento: alle 12:45 la temperatura \u00a0era di 34.3\u00b0, e ha raggiunto un picco di 35.3\u00b0 alle 16.47. Per altri due giorni la temperatura ha oscillato tra una minima di 31\u00b0 e una massima di 34\u00b0 (siamo sempre in assenza di covata), per scendere al di sotto di 30\u00b0 il 21 agosto e da l\u00ec iniziare a risalire gradualmente per la ripresa della covata, raggiungendo di nuovo i 34\u00b0 un paio di giorni dopo. La covata era iniziata proprio nel pressi del sensore T2. T3, che aveva inizialmente seguito il medesimo andamento (cio\u00e8 una risalita a 34\u00b0 nonostante l&#8217;assenza di covata), ha mostrato una ripresa pi\u00f9 lenta, ad indicare che la\u00a0regina ha iniziato a deporre in quello spazio solo un paio di giorni dopo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-508 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz023.png\" alt=\"SafariScreenSnapz023\" width=\"2264\" height=\"1084\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz023.png 2264w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz023-300x144.png 300w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz023-768x368.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz023-1024x490.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2264px) 100vw, 2264px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DA COMPLETARE CON DATI DELLE MISURE TERMOMETRICHE MANUALI SU ALTRE CASSE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La disinfestazione degli acari parassiti usando l&#8217;acido ossalico non \u00e8 privo di conseguenze per le api. \u00a0A differenza dell&#8217;acido formico, che lascia visibilmente intontite le api nel periodo del trattamento, l&#8217;acido ossalico sembra essere tollerato piuttosto bene dalle api (almeno nel breve periodo e se i trattamenti non sono ripetuti). 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