{"id":523,"date":"2017-03-04T08:59:54","date_gmt":"2017-03-04T07:59:54","guid":{"rendered":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/?p=523"},"modified":"2017-03-04T14:38:54","modified_gmt":"2017-03-04T13:38:54","slug":"la-ripresa-primaverile-della-covata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/2017\/03\/04\/la-ripresa-primaverile-della-covata\/","title":{"rendered":"La ripresa primaverile della covata"},"content":{"rendered":"<p>Le rilevazioni termometriche permettono di capire quando cessa la covata in autunno (vedi &#8230;..) e quando riprende in primavera. Come \u00e8 noto, lo sviluppo\u00a0della covata richiede che le api mantengano una temperatura attorno ai 35\u00b0, mentre d&#8217;inverno le api mantengono una temperatura variabile all&#8217;interno del glomere e soprattutto alla sua periferia (tra 20 e 30\u00b0 al centro, attorno ai 9\u00b0 in periferia). Un marcato aumento della temperatura registrato dai sensori indica pertanto con forte probabilit\u00e0 la presenza di covata (potrebbe anche darsi che il glomere si sposti e che il sensore, prima alla periferia del glomere, venga inglobato al centro).<\/p>\n<p>Vediamo alcuni esempi. Il primo si riferisce all&#8217;arnia monitorata da beepro. La covata \u00e8 iniziata il 15 febbraio: la temperatura dei sensori T1 e T2 \u00e8 salita in due giorni da circa 15\u00b0 a oltre 30\u00b0. La covata \u00e8 probabilmente presente all&#8217;inizio solo nei telaini attorno a T2: la temperatura registrata da questo sensore \u00e8 rimasta praticamente costante rispetto alle variazioni di temperatura esterna (mentre T1 mostra delle oscillazioni: pi\u00f9 caldo durante il giorno, pi\u00f9 freddo di notte), con una tendenza alla salita. Le oscillazioni di T1 diminuiscono col passare del tempo, cos\u00ec che \u00e8 probabile che a fine febbraio ci sia covata anche l\u00ec. Anche la temperatura di T3 \u00e8 in rimonta, ma certamente non c&#8217;\u00e8 ancora covata, quantomeno vicino ai sensori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-505\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz020.png\" alt=\"SafariScreenSnapz020\" width=\"2264\" height=\"1084\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz020.png 2264w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz020-300x144.png 300w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz020-768x368.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/SafariScreenSnapz020-1024x490.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2264px) 100vw, 2264px\" \/><\/p>\n<p>Il grafico successivo mostra i dati registrati manualmente in un&#8217;altra arnia. Le temperatura dei due sensori interni oscillava tra 20-25\u00b0 e 15-20\u00b0 rispettivamente fin verso il 4 gennaio. Poi il sensore rappresentato dalla linea rossa ha cominciato ad indicare temperature sempre pi\u00f9 alte, superando i 30\u00b0 il 15 gennaio e superando i 33\u00b0 il 19 gennaio. Da allora non \u00e8 pi\u00f9 sceso: sono cessate le oscillazioni, e la temperatura \u00e8 in lento rialzo, quasi a 35\u00b0 alla fine di febbraio. La covata non si \u00e8 ancora estesa all&#8217;altro sensore. Si noti che la covata \u00e8 partita proprio nel momento in cui le temperature esterne erano vicine al loro minimo, compatibilmente con l&#8217;ipotesi di Moebus presentata negli articoli\u00a0<a href=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/2016\/12\/27\/perche-le-api-allevano-larve-in-inverno-1\/\">Perch\u00e9 le api allevano larve in inverno? (1)<\/a> e <a href=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/2016\/12\/02\/perche-le-api-allevano-larve-in-inverno\/\">(2)<\/a>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-533\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/temp_arnia_9.png\" alt=\"temp_arnia_9\" width=\"2211\" height=\"1332\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/temp_arnia_9.png 2211w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/temp_arnia_9-300x181.png 300w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/temp_arnia_9-768x463.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/temp_arnia_9-1024x617.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2211px) 100vw, 2211px\" \/><\/p>\n<p><strong>DA CONTINUARE CON ESTRATTI DELLE ARNIE MISURATE MANUALMENTE<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le rilevazioni termometriche permettono di capire quando cessa la covata in autunno (vedi &#8230;..) e quando riprende in primavera. 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