{"id":91,"date":"2016-11-10T18:33:15","date_gmt":"2016-11-10T17:33:15","guid":{"rendered":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/?p=91"},"modified":"2017-03-04T20:49:10","modified_gmt":"2017-03-04T19:49:10","slug":"il-coma-termico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/2016\/11\/10\/il-coma-termico\/","title":{"rendered":"Il coma termico"},"content":{"rendered":"<p>Il metabolismo delle api a basse temperature \u00e8 stato studiato da J. B. Free e Y. Spencer-Booth (<a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/j.1570-7458.1960.tb00451.x\/abstract\" target=\"_blank\">Chill-coma and cold death \u00a0temperatures of <em>Apis Mellifera<\/em><\/a>,\u00a0<em>Entomologia Experimentalis et Applicata<\/em>,\u00a0<span id=\"volumeNumber\">Vol. 3:<\/span><span id=\"issueNumber\">3<\/span>,\u00a0pp.<span id=\"issuePages\">\u00a0222\u2013230<\/span>,\u00a0<span id=\"issueDate\">October 1960), che hanno indagato la soglia di <strong>coma termico<\/strong> (vale a dire, la pi\u00f9 alta\u00a0temperatura alla quale le api (individualmente) sono immobilizzate dal freddo) e di <strong>freddo mortale<\/strong> (cold-death), cio\u00e8 la pi\u00f9 alta temperatura alla quale le api sono uccise dal freddo. Il coma termico \u00e8 uno stato che si registra abbastanza spesso in natura, per esempio quando api non riescono a rientrare la sera e sono sorprese da un freddo sufficientemente intenso da impedire loro di volare ma non abbastanza da ucciderle. Spesso riescono a riprendersi col sole del giorno successivo, oppure basta prenderle in mano che il calore trasmesso (magari con l&#8217;aggiunta di un po&#8217; di acqua zuccherata) permette loro di riprendersi rapidamente.<\/span><\/p>\n<p>Il metodo di studio consiste nel prendere della api \u2014regine (accompagnate da 2 operaie), operaie e fuchi\u2014 singolarmente, acclimatizzarle a temperature di 20\u00b0 oppure di 35\u00b0 per 24 ore, con sufficiente cibo e acqua, e poi di trasferirle in provette in ambienti a basse temperature controllate, per poi accertare\u00a0dopo un&#8217;ora se le api erano ancora in movimento, immobili ma in seguito capaci di muoversi (coma termico), o morte.<\/p>\n<p><strong>Coma termico<\/strong>: I risultati a partire da un&#8217;acclimatazione a 35\u00b0sono riportati nella seguente tabella:<\/p>\n<figure id=\"attachment_288\" aria-describedby=\"caption-attachment-288\" style=\"width: 1314px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-288 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/SafariScreenSnapz002.png\" alt=\"safariscreensnapz002\" width=\"1314\" height=\"616\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/SafariScreenSnapz002.png 1314w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/SafariScreenSnapz002-300x141.png 300w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/SafariScreenSnapz002-768x360.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/SafariScreenSnapz002-1024x480.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1314px) 100vw, 1314px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-288\" class=\"wp-caption-text\">v. in fondo nota sui diritti di rirpoduzione \/ see below note on reproduction rights<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le prime operaie (workers) entrano in coma termico a 12\u00b0, alcune sono ancora attive\u00a0a 9\u00b0. I fuchi (drones) entrano in coma termico a temperature maggiori di quelle delle operaie: alcuni fuchi si immobilizzano gi\u00e0 a 15\u00b0, e al di sotto di 11\u00b0\u00a0non se ne muove pi\u00f9 nessuno. Anche buona parte delle regine si immobilizza tra 10 e 12\u00b0. questo \u00e8 coerente con il fatto che le operaie volano a temperature pi\u00f9 rigide rispetto a quelle richieste da fuchi e regine.<\/p>\n<p>Acclimatizzando le api per 24 ore a 20\u00b0, il coma termico sopravviene un po&#8217; pi\u00f9 tardi rispetto alle api mantenute a 35\u00b0 prima dell&#8217;esperimento.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la ripresa di attivit\u00e0 dopo il coma termico: una volta tolte dalle loro provette e lasciate a temperatura ambiente, le api fatte entrare in coma termico dopo essere state acclimatizzate a 20\u00b0 si sono risvegliate prima di quelle acclimatizzate a 35\u00b0. Api rimaste in coma termico per un&#8217;ora a 5\u00b0 si sono risvegliate mediamente dopo 143 secondi a temperatura ambiente se provenivano dal gruppo acclimatizzato a 20\u00b0, e 324 secondi in media se acclimatizzate a 35\u00b0. Se la durata del coma termico (sempre a 5\u00b0) veniva prolungata a 5 ore, il tempo di risveglio si allungava a 325 e 488 secondi rispettivamente.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la sopravvivenza dopo il coma: se la durata del coma \u00e8 oltre 80 ore, ppochissime api sopravvivono, e anche la refrigerazione per 50 ore comporta una grande mortalit\u00e0. In generale il freddo a 5\u00b0 permette una migliore sopravvivenza rispetto a quello a 0\u00b0 o 10\u00b0. Probabilmente ci\u00f2 avviene perch\u00e9 a 0\u00b0 l&#8217;uso dello zucchero nel sangue \u00e8 disturbato e il contenuto zuccherino dell&#8217;intestino dell&#8217;ape non \u00e8 pi\u00f9 assimilato, mentre a 10\u00b0 lo zucchero nel sangue \u00e8 metabolizzato pi\u00f9 rapidamente che a 5\u00b0 e quindi le api terminano prima la loro riserva.<\/p>\n<figure id=\"attachment_291\" aria-describedby=\"caption-attachment-291\" style=\"width: 2618px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-291 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz006.png\" alt=\"acrobatscreensnapz006\" width=\"2618\" height=\"794\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz006.png 2618w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz006-300x91.png 300w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz006-768x233.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz006-1024x311.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2618px) 100vw, 2618px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-291\" class=\"wp-caption-text\">v. in fondo nota sui diritti di rirpoduzione \/ see below note on reproduction rights<\/figcaption><\/figure>\n<p>I ricercatori hanno poi esaminato se l&#8217;et\u00e0 delle api comporti qualche differenza. Le api pi\u00f9 giovani tendono ad entrare in coma prima delle api pi\u00f9 vecchie, probabilmente perch\u00e9 le api pi\u00f9 giovani\u00a0sono\u00a0programmate per passare il loro tempo vicino alle larve (dunque a temperature di circa 35\u00b0), mentre le api pi\u00f9 vecchie, spesso sono all&#8217;esterno per il foraggiamento e quando rientrano nel nido sono lontane dalle zone dove sono allevate le larve. Questo comporta che il metabolismo delle api bottinatrici \u00e8 pi\u00f9 alto di quello delle api giovani, cos\u00ec come il metabolismo delle api acclimatate a 35\u00b0 \u00e8 minore di quello delle api acclimatate a 20\u00b0. I ricercatori hanno anche scartato l&#8217;ipotesi che sia il maggiore contenuto proteico del cibo delle api giovani ad essere causa di una resistenza minore al freddo, perch\u00e9 api giovani private delle proteine entrano in coma prima delle loro coetanee con la normale dose di proteine nel cibo.<\/p>\n<p>Le api invernali tendono ad entrare in coma a temperature minori di quelle estive. Tuttavia, se vengono acclimatate a 35\u00b0, cio\u00e8 alla stessa temperatura cui sono soggette le api estive, la differenza scompare. Anche in questo caso, dunque, la differenza nasce dal grado di attivit\u00e0 metabolica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_292\" aria-describedby=\"caption-attachment-292\" style=\"width: 2716px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-292 size-full\" src=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz007.png\" alt=\"acrobatscreensnapz007\" width=\"2716\" height=\"1216\" srcset=\"http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz007.png 2716w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz007-300x134.png 300w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz007-768x344.png 768w, http:\/\/danielebesomi.ch\/api\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AcrobatScreenSnapz007-1024x458.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2716px) 100vw, 2716px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-292\" class=\"wp-caption-text\">v. in fondo nota sui diritti di rirpoduzione \/ see below note on reproduction rights<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli esperimenti successivi\u00a0riguardano la <strong>morte per freddo<\/strong>. I risultati sono riassunti nella tabella che segue.\u00a0Le api (di nuovo, in due gruppi acclimatati a 20\u00b0 e a 35\u00b0) sono state sottoposte a temperature inferiori a 0\u00b0 per periodi di 30 minuti, 1 ora o 3 ore, mantenendole al riparo dall&#8217;umido per prevenire la formazione di ghiaccio sulle cuticole. Trascorso il periodo di congelamento, le api sono state rimesse a temperatura ambiente\u00a0per 24 ore, per vedere quante si sarebbero riprese temporaneamente e quante invece sarebbero riuscite a sopravvivere le intere 24 ore.<\/p>\n<p>Il primo risultato \u00e8 che, a differenza del coma termico, l&#8217;acclimatazione precedente al congelamento non ha influenza. Alcune api muoiono gi\u00e0 a -2\u00b0, mentre a -6\u00b0 quasi nessuna sopravvive. L&#8217;esposizione al freddo per mezz&#8217;ora o per un&#8217;ora produce risultati simili, mentre un&#8217;esposizione di 3 ore la mortalit\u00e0 tra -3\u00b0 e -5\u00b0 \u00e8 molto maggiore rispetto alle esposizioni pi\u00f9 brevi. Questo suggerisce che sono all&#8217;opera processi\u00a0cumulativi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>________<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le tabelle sono riprodotte per gentile consenso dell&#8217;Editore, Wiley, e non possono essere ulteriormente riprodotte.<\/p>\n<p>Tables are reproduced by kind permission of the publisher, Wiley, and cannot be further reproduced.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il metabolismo delle api a basse temperature \u00e8 stato studiato da J. B. Free e Y. 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